Alle otto di mattina l'avvocato Carlo Pace, mio amico, mi venne a prendere con la sua macchina e andammo sulla litoranea di Monte Pellegrino verso mare. Eravamo attrezzati con una sola corda di venti metri che ci doveva servire per un'ascensione di uno spigolo della montagna che si protende verso il mare dell'Addaura. Il mio amico aveva espresso il desiderio di fare una scalata con me. Quell'ascensione l'avevo già fatta con altri amici ed era stata molto divertente anche se breve, la parete era molto esposta e ripida verso il mare di Mondello. Io ero primo in cordata, ci eravamo legati e io arrampicavo deciso e sicuro, fino a quando non arrivai a un punto dove sapevo esistesse un chiodo per mettere la corda in sicurezza. Tentai in tutti i modi di trovarlo ma non ci riuscii. Allora successe quello che non mi era mai capitato, persi l'equilibrio e precipitai da un'altezza considerevole perché eravamo quasi a metà dell'ascensione che, nel complesso, e...