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IL TAJ MAHAL

Quando arrivai ad Agra la macchina si fermò, io scesi e vidi una delle Sette meraviglie del mondo. Ne capii subito la ragione.  Un'immensa linea d'acqua in lento movimento, formava una strada che saliva verso un edificio sulla quale lo stesso si rifletteva. Il monumento era un ottagono contornato da quattro altissimi minareti che svettavano verso il cielo.  Mi documentai e seppi che la costruzione aveva impegnato 20.000 operai per 22 anni. Il monumento era stato voluto dall'imperatore Moghul Shah Jahan in memoria della moglie Arjumand Banu Begum che era morta di parto lasciandolo vedovo e addolorato.  Non esiste al mondo un monumento simile per la memoria che rappresenta: l'amore di un imperatore  affranto dal dolore.  Alla costruzione collaborarono più di 1.000 tra elefanti e bufali nel trasporto delle materie prime. Il marmo bianco venne portato da Mankara che riveste le patì esterne, il diaspro dal Punjab e la giada e il cristallo dalla Cina. I turch...