Per realizzare varchi nei muri gli antichi greci usarono piattabande, monoliti di pietre dure, e i templi greci sono costruiti con questa tecnica. I romani, quando vollero aumentare la luce dei vani, ricorsero agli archi, che consentivano luci modeste e che, solo in pochi casi, divennero archi di trionfo, quando la luce era aumentata ai limiti delle loro possibilità. Quando vollero ingentilire l’attacco delle colonne all’arco, inventarono i capitelli di vari stili: oltre non poterono andare. Per millenni ci si fermò agli archi e alle colonne, e il Palazzo della Civiltà all’EUR a Roma, segnò il punto di arrivo. In quel palazzo si continuò a usare gli archi come memoria di una civiltà, ma gli archi erano tramontati, era avvenuta una rivoluzione: non più strutture con conci spingenti ma monoliti costruiti sul luogo con un getto di calcestruzzo. La struttura del palazzo 2V attua questa rivoluzione. La BASE DELLA COLONNA non è più necessaria, perché il ritto è ...