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Io Auriga di Mozia

“Ve la racconto io la mia storia, mettete da parte le vostre guide” disse l'auriga scendendo dal basamento. Aveva recuperato piedi e mani   e, come per magia, si era ritrovato integro e pieno di forze. Nei musei accadono cose strane, ma in quelli archeologici, cose incredibili. La voce era autorevole, di chi si sente padrone della situazione. I turisti che affollavano la sala del museo di Mozia quel giorno erano particolarmente numerosi dato che la statua era stata per molti mesi in Giappone, a Tokio, ove l' avevano voluta esporre in un museo, come avevano fatto tanti altri Musei del mondo. “Vi racconto” proseguì la statua con voce ferma, “che io vengo dalla lontana Efeso sull'Egeo ove, in una cava del bel marmo i cavatori mi strapparono alla montagna. Ero un masso gigantesco di oltre due tonnellate, ero stato richiesto dagli agrigentini in Sicilia e lì dovevo andare. Gli agrigentini volevano arredare il loro tempio più grande con una statua che ricordasse la ...