L'ingegnere FEDOR DOSTOEVSKIJ non progettò mai palazzi né fece mai un disegno ma nella sua vita, ma fece di meglio, diventando uno dei più grandi scrittori del mondo: fu un libero pensatore che sacrificò parte della sua vita per le sue idee. Il 23 aprile 1849 venne arrestato per partecipazione a società segreta con scopi sovversivi e imprigionato nella fortezza di Pietro e Paolo. Il 16 novembre dello stesso anno, insieme ad altri venti imputati venne condannato a morte, ma lo zar Nicola commutò la condanna a morte in lavori forzati a tempo indeterminato. La revoca della pena capitale, già decisa nei giorni precedenti all’esecuzione, venne comunicata allo scrittore solo sul patibolo. L’avvenimento lo segnò molto, come ci testimoniano le sue riflessioni sulla pena di morte. Graziato della vita, venne deportato in Siberia, per poi essere rinchiuso nella fortezza di Omsk. Dalla drammatic...