Eravamo da ore in una stazione intermedia tra Roma e Reggio Calabria, quando sentimmo arrivare il treno che andava verso sud. Era il 1943, il mio viaggio di ritorno da Genova a Palermo era complicato anche dal fatto che erano pochissimi i mezzi che andavano verso la Sicilia, in quanto le linee ferroviarie erano quasi tutte distrutte. Il treno che avevo aspettato tanto era al completo, fin sui tetti dei vagoni, assaltato da gente che voleva spostarsi verso il sud. Non appena si fermò lo assalimmo come lupi, perché il caldo era tremendo e senza acqua era difficile resistere ancora in attesa del prossimo treno che non si sapeva quando sarebbe passato. Mi arrampicai sul tetto del un vagone che avevo davanti dove trovai posto a fatica e, dopo un pezzo, il treno riprese la sua marcia. Quella posizione aveva un problema: ad ogni galleria bisognava abbassarsi il più possibile per non restare falciato dal tetto. Ogni volta che arrivava una galleria il primo del vagon...