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IL DAVID DI MICHELANGELO



La Bibbia narra (1 Samuele 17 versetto31-47) che quando Golia il capo dei Filistei alto ben 2,89 metri (6 cubiti e un palmo...cioè un gigante) incontro' in battaglia Davide rimase colpito dalla sua bellezza. Anche noi ne restiamo colpiti, ricordando il pensiero di Dostoevskij per cui "la bellezza salverà il mondo". E così fu per Davide e Golia!Ma vorrei rilevare che mai nella Bibbia si era scritto un apprezzamento simile a un uomo e certo Michelangelo ne rimase impressionato e, molto probabilmente, anche sessualmente colpito nella sua devianza erotica. 

Davide, un ragazzino, si presento' contro il suo gigantesco nemico armato solo di bastone e cinque pietre con una fionda da pastore perché aveva la protezione del suo Dio.Infatti con un solo colpo e un solo sasso uccise il gigante e mise in fuga l'esercito dei Filistei, liberando Israele dai nemici.Tutto questo, a mio parere, dovette colpire la fantasia di Michelangelo e influire sulle sue scelte artistiche.Difatti Michelangelo scolpì e progettò la statua di Davide capovolgendo i valori: dimensiono' la statua al doppio del vero, realizzando un gigante, perché la bellezza di questo giovane ragazzo lo aveva emozionato. Mai si era sentito di un guerriero che era bello, quindi l'aggettivo "bello", assolutamente anomalo in campo di battaglia, dovette incidere sulla scelta di Michelangelo facendogli creare un "controsenso". L'avversario di Davide in campo di battaglia era un gigante ma anche Davide fu immaginato dallo scultore come un gigante.A me sembra che lo scultore abbia esagerato con l'ipertrofia dell'"io" perché nell'idea dell'artista il giovane Davide doveva rappresentare la potenza di Dio e sconfiggere il nemico.Questo "controsenso" lo possiamo accettare solo se lo inquadriamo in un mondo fideistico, ma non possiamo accettare la nudità di Davide esibita come un trofeo.

Noi riteniamo che il pudore sia connaturato con l'uomo primitivo che ha sempre cercato di coprire il suo organo sessuale. L'esibizione della nudità totale adottata da Michelangelo sia nella Sistina che nel Davide, a mio parere, rivela una sua tendenza, poco controllata dal pudore innato che l'uomo ha fin dalla nascita. Non si tratta di imporre "le mutande" ma di un innato senso di pudore che ogni uomo normalmente ha. Se poi ci riferiamo alla bellezza, dobbiamo riconoscere che di tutte le parti del corpo quella sessuale è, in genere, meno espressa nell'arte e anche in natura è meno esposta, infatti anche negli animali gli organi sessuali sono nella parte più recondita, meno in vista del corpo. La bellezza di un giovane è contenuta nelle proporzioni del suo viso e del suo corpo, raddoppiare le misure e i rapporti altera le proporzioni, la distanza fra le pupille degli occhi e la bocca vuol dire alterare la realtà creata dalla natura e che fa parte del nostro DNA, cioè di un archetipo che noi abbiamo sin dalla nascita e al quale facciamo inconsciamente riferimento. La Venere di Milo è bella perché ha belle proporzioni, Prassitele, lo scultore greco, non si sognò mai di raddoppiarne le proporzioni.

Noi ci inchiniamo di fronte al genio artistico di Michelangelo e non ci permetteremmo mai di fare una considerazione negativa sulla sua capacità artistica, ma di fronte alle anomalie delle proporzioni del David, da liberi pensatori dobbiamo alzare la testa e rivendicare la nostra libertà di giudizio. 
Da centinaia di anni un Davide gigantesco (riprodotto dall'originale di Michelangelo), troneggia in Piazza della Signoria a Firenze mostrando una grande testa ed enormi mani, sproporzionate rispetto al resto del corpo ed esibendo il suo sesso, che non ha niente di bello, ma serve solo al piacere di alcuni.

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