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DUE AQUILE BIANCHE: UN MIRAGGIO IN INDIA

Salivo con fatica sul sentiero ripido che avvolgeva la montagna, formato da grandi ciottoli levigati da millenni di uso. Più che una salita era una scala fatta da gradini consumati dal grande traffico a cui era stato sottoposto
Un'interminabile fila di fedeli, donne e bambini volevano arrivare alla cima. 
Anch'io speravo di vedere questo miraggio che mi avevano raccontato. Una piazzola di pochi metri quadri in sommità formava la fine del percorso, dove due sacerdoti aspettavano le aquile. Eravamo a pochi chilometri da Benares, la città sulle rive del Gange famosa per i roghi sul letto del fiume. 
Dalla cima vedevo una parte dell'India misteriosa e affascinante per i suoi colori e i suoi misteri. I saari mi avevano colpito come se non avessi mai visto colori in vita mia: erano accostamenti incredibili e immaginabili. Il rosso spesso si affiancava al rosa, al nero e al giallo oro, abbinamenti da noi non usuali. 
Quando arrivai in cima alla montagna mi indicarono di sedermi e di non muovermi. Bisognava aspettare l'orario delle dodici in punto. 
All'ora stabilita vidi comparire dal nulla due bellissime aquile dalle piume bianche che si posarono sulla piattaforma e mangiarono qualche chicco di gran turco che porgevano i sacerdoti provenienti dal vicino tempio. Dopo aver mangiato, in breve, ripresero il volo sparendo nell'aria come un miraggio e lasciando tutti i presenti a bocca aperta. 
Erano arrivate dal nulla e nel nulla sparirono. 
Restai turbato da questa apparizione e allora compresi che dell'India non era facile capirne il senso recondito. Era certamente una terra incantevole, piena di magia,
un mondo diverso da quello da cui io venivo e avevo vissuto.
Queste cose accadono ancora oggi in un'India misteriosa e affascinante. 

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