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LA MORTE DI CRISTO


Cristo all'approssimarsi del suo sacrificio sulla croce pregò il Padre che  quella sofferenza gli venisse risparmiata, e pregò il Padre fino all'ultimo minuto: fino a quando sul Golgota i chiodi trafissero la sua carne sperò in un intervento supremo. Ma quando si sentì finire gridò al Padre: "perché mi hai abbandonato"?
In quel momento, secondo il mio parere, Cristo diventò la più grande prova che il padre non esiste e che non fece nulla per aiutare un  figlio che si sente abbandonato. Questa gigantesca prova è anche testimonianza per tutta l'umanità, è una verità comprovata da un essere che sacrifica la sua vita per darci una prova gigantesca.  
La resurrezione non può cancellare le sofferenze di un crocifisso, la sua fine straziante, e le sue ultime parole. Quando Cristo mostra le sue piaghe a Tommaso abbiamo un ulteriore prova che il padre non esiste: che senso avrebbe aspettare che il figlio muoia sulla croce, per poi risuscitarlo dopo poche ore. 
Ha ragione Ratzinger: il padre non può gioire della morte del figlio. La resurrezione avvenne ma fu limitata a poche persone ed è una prova a posteriori che non annulla il fatto drammatico della morte di un innocente. A noi va tutta la gratitudine di una umanità che ha avuto prova con un sacrificio supremo della propria vita. Questo uomo ha dato tutto se stesso perché era convinto di essere protetto da un essere superiore, infatti tutta la vita si richiama continuamente al padre e ad ogni miracolo lo chiama a testimone di questa verità. Noi dobbiamo essere coscienti e come tutte le verità ci fa più ricchi e più evoluti spiritualmente.

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