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TUTTI IN PRIGIONE A PISA


Quella sera sentimmo le truppe tedesche che si ritiravano lasciando il fronte della linea gotica dirette a nord di Pisa. 
Il trambusto in città era enorme perché l'arrivo dell'esercito alleato con grandi mezzi era accolto festosamente dalla popolazione che si era riversata nelle strade uscendo dai ricoveri per festeggiare il grande giorno. 
Quando fu notte ci ritrovammo in parecchi senza dimora, molti terrorizzati perché avevano avuto incontri con le truppe marocchine che erano terribili. 
Io proposi a tutti di chiedere ospitalità presso la stazione dei Carabinieri di Pisa. Ci recammo in una caserma e chiedemmo di essere ospitati per una notte e ci proposero di alloggiarci tutti insieme in camera di sicurezza della prigione, occasionalmente vuota: accettammo la proposta e occupammo la camera che era dotata di un grande tavolaccio inclinato senza materassi e cuscini. 
Malgrado ciò fummo lieti di passare su quelle tavole la notte che per noi erano una sicurezza! Ricordo ancora che quella notte io riuscii a dormire malgrado la caserma, la cella, le tavole e la porta blindata. 
In quel periodo Von Paulus, il generale che aveva difeso la città di Stalingrad, aveva dichiarato la resa contro il parere di Hitler, e non si era suicidato, come invece gli aveva ordinato Hitler, il quale aveva ritenuto una carneficina inutile gli 800 mila morti che erano costati la battaglia e la difesa di quella piazza.  
In quel periodo era accaduto lo sbarco di Normandia e le truppe alleate avanzavano su tutti i fronti, Leningrado aveva resistito brillantemente a tutti gli attacchi tedeschi e quindi non ci voleva una mente di particolare intelligenza per capire che la guerra era perduta. Hitler non era ancora sazio di sangue innocente.  

Dopo quella notte uscimmo tutti sollevati di avere dormito al sicuro, seppur in un luogo anomalo dove, in genere, non si è felici di andare a stare...

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