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STALINGRADO E LA BANDIERA BIANCA



All'alba del 1943 dopo cinque mesi di assedio il generale Paulus uscì dalle mura di Stalingrado, accompagnato da alcuni generali e da un porta bandiera bianca: era il giorno della resa delle truppe tedesche alle forze russe che avevano accerchiato la città. 
Stalingrado fu un caso unico della storia dell'umanità: due dittature demenziali e sanguinarie si erano scontrate per mesi fino all'ultimo sangue. In quei mesi si contarono oltre 800 mila morti da entrambe le parti che servirono solo a dimostrare la follia dei due dittatori. Le truppe tedesche avevano occupato e invaso la città distruggendo interi quartieri, ma non erano riuscite a vincere la resistenza accanita degli abitanti di quella città eroica. Dai tempi di Troia non si era mai vista una guerra così sanguinosa e inutile. Le dittature si erano scontrate perché entrambe volevano dimostrare al mondo che erano nel giusto. 
Il generale il giorno prima aveva riunito il suo stato maggiore e, tra un bombardamento e l'altro,  aveva detto ai suoi generali: "Conosco quello che mi dovete dire, so che non avete più armi e munizioni, so che non avete più cibo per le truppe né acqua da bere, so che i cadaveri sono sparsi in ogni strada e attendono sepoltura e, malgrado l'ordine di Hitler di resistere e di non abbandonare, io mi prendo la responsabilità della resa per salvare le vostre vite e quelle delle truppe che ancora occupano la città. Resistere ancora sarebbe un suicidio inutile perchè il corso della storia non lo possiamo cambiare. La città è finita e distrutta, e conquistarla interamente non servirebbe a cambiare le sorti della guerra. Mi sono arrivate notizie che la battaglia in Gran Bretagna è finita ed è stato abbandonato il programma di invasione. So che è in corso lo sbarco in Normandia e l'esercito alleato sta invadendo l'Europa, noi ci dobbiamo arrendere con la testa alta perchè abbiamo combattuto per ideali per i quali non credevamo: per senso di disciplina abbiamo lottato contro un nemico che non odiavamo. La nostra sorte ormai è segnata e domani mi recherò al comando sovietico per chiedere la resa". 

Questo episodio della seconda guerra mondiale, a mio parere, va ricordato perchè non si dovrà mai dimenticare a quale abisso di barbarie possono portare le dittature: un dittatore è la peggiore sciagura che possa capitare ad una nazione. 

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