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Visualizzazione dei post da luglio, 2019

UN VIAGGIO DA BARBONE

Ai primi raggi del sole aprii gli occhi, vidi il cielo sopra di me e vidi scomparire i miei sogni che erano stati tranquilli, il mio letto era una panca della stazione ferroviaria di Massa. Avevo lasciato camera, letto e materassi, non avevo nulla delle comodità della vita. Non avevo nessuna persona che mi portasse la prima colazione, era stata una scelta obbligata dagli eventi bellici. Ero stato obbligato a fuggire dalle montagne  della Liguria dove avevo passato un inverno molto rigido, in una casa priva di confort.  Avevo con me solo uno zaino che mi faceva da cuscino, non avevo armi, viveri e neanche una borraccia per l'acqua. Ero partito dalle montagne con l'incoscienza più assoluta e la sfrontatezza di chi va incontro al pericolo come un bambino. Ero fuggito nel timore che i tedeschi mi spedissero in Germania, per farmi lavorare o uccidermi, mi alzai e cominciai a camminare come ogni giorno con la faccia diretta a sud, verso la mia Sicilia.  Vivevo una...

GIORDANO BRUNO: UN LIBERO PENSATORE

Giordano Bruno, fu un uomo che precorse il Rinascimento sotto tre aspetti: quello filosofico, astronomico e religioso, anticipando i liberi pensatori. Da giovane aderì all'Ordine Domenicano,  ma se ne allontanò rapidamente, perché le sue idee sull'infinito non concordavano con quelle della Bibbia.  Iniziò, dunque a viaggiare per tutta l'Europa, prendendo contatto con le maggiori autorità del tempo. Le sue idee sull'infinito erano talmente originali e precorritrici di quello che sarebbe stato scoperto molti anni dopo.   In Svizzera conobbe Calvino, a derì al suo credo ma se ne distaccò subito.  Poi in Germania conobbe e condivise il movimento Protestante, ma anche in questo caso se ne distaccò. Andò in  Inghilterra, dove visse poco tempo e  quando tornò in Italia a Venezia il Doge lo  fece arrestare: passò 5 anni in carcere per poi venire condannato al rogo dall'Inquisizione nel 1600. La morte di quest'uomo libero ed innocente, rimane uno de...

UNA VITA TRA LE MANI

Un anno a Mongerbino, vista l'abbondanza di pesci che vedevo con la maschera, decisi di tentare la pesca con le reti. Perdisposi tutto secondo i consigli di Tarantino. L a mattina dopo andai in acqua e vidi un grosso pesce che si muoveva nella rete:  mi avvicinai e lo presi tra le mani. A questo punto il pesce si mosse per cercare di scappare disperatamente e senti che la sua vita era nelle mie mani. Senti la ribellione del pesce che cercava di liberarsi  e  mi sentii travolto da un pensiero sulla vita delle creature che potevo uccidere con un sol gesto e senza averne diritto.  Fui pervaso da una grande emozione: la vita di una creatura era nelle mie mani ... io diventavo arbitro della sua vita.  E mi resi conto che  non avevo nessuno diritto sulla vita   del pesce: non potevo essere io a decidere della sua vita o della sua morte. Allora lo liberai dalla rete  in cui era incappato e lui riprese la sua libertà.  Mi resi conto che nes...

IL PESCE DEL SIGNOR MANCINO

Nel 1895 per costruire la via Roma a Palermo si dovette sventrare una parte del centro storico: d i fronte al teatro Biondo c'era una bassura  che comprendeva la piazza della Vucciria. Gli ingegneri comunali fecero costruire una scala di 23 gradini che dalla via Roma portasse alla piazza e poi progettarono un edificio compatto per impedire la vista del centro storico lungo centinaia di metri senza un vero progetto architettonico, adibito esclusivamente ad uffici comunali. Il palazzo impedì la vista di una delle piazze più caratteristiche di Palermo, immortalata da Guttuso in un suo famoso quadro, sperando di oscurare uno dei luoghi più graditi della città.  Mio padre era religiosissimo e siccome a quell'epoca la chiesa cristiana prescriveva che il venerdì non si doveva mangiare carne,   ogni venerdì andava a comprare il pesce alla Vucciria e quella passeggiata era per me un premio. Il pescivendolo aveva la bottega all'angolo alla fine dei 23 scaloni: era il sig...

I LUSTRASCARPE A PALERMO

Quando le strade erano con scarsa manutenzione e la polvere e il fango stradale sporcavano le scarpe, si insediarono nei punti nevralgici della città alcuni lustrascarpe che erano organizzati con una poltrona messa su rotelle tanto da consentire che potevano trasporla da casa al luogo di lavoro.  Il lustrascarpe usava delle protezioni in cuoio per non sporcare le calze ai clienti e questa protezione al lustrascarpe consentiva di dare alle scarpe grandi sbracciate. Il lustrino era anche un informatore perchè, stando sempre sulle strade, conosceva tanta gente.  Per molti anni sparirono fino a quando nel 2018 ne ricomparve stranamente qualcuno: forse le strade cittadine seppur asfaltate sono di nuovo TROPPO sporche....

ABBANNIATORI A PALERMO

Quando ero bambino, circa 100 anni fa in famiglia ci si appoggiava ad uno "spesaiolo". Veniva la mattina in casa, si scriveva le ordinazioni poi tornava dopo qualche ora e consegnava la merce acquistata, mi ricordo ancora la laboriosa consegna: prezzo, confezione, quantità, era un'operazione lunga e faticosa. Altri prodotti si compravano direttamente dai venditori ambulanti, che per richiamare l'attenzione erano costretti a gridare la loro mercanzia. Il più famoso era il venditore di sale  che in giro per le strade abbanniava: "Haio 'u sale, quannu mi cercate nu mi trovate, accattatevi 'u sale". Spesso passava per le strade con un carrettino trainato da un asinello. Altro venditore ambulante era quello che vendeva shakaso ' (fibra vegetale intrecciata che si utilizzava per pulire le pentole di rame) e sapone molle, di cui nelle cucine c'era sempre bisogno. Questo venditore vendeva anche" rina "d'argento che era una sabbia...